Giacarta toccata e fuga

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La capitale dell’Indonesia non è di certo il fiore all’occhiello del Paese. Come la definisce una nota guida, a primo impatto “può sembrare sgradevole e un po’ squallida”. Una città che conta più di 10 millioni di abitanti, fa capire, quando ci metti piede, che cosa significhi sentirsi un granello di sabbia in questo pianeta.

Questa megalapoli si ricopre di distese di baracche ed edifici fatiscenti a cui fanno da preludio dei baldacchini dove i passanti si soffermano per mangiare a qualsiasi ora del giorno e della notte. I grattacieli che squarciano la cappa di afa e inquinamento si mostrano indifferenti alla frenesia delle automobili e dei ojek, la versione indonesiana dell’ape made in Italy.

Tra le varie vicissitudini ci siamo “incapucciati” per visitare Misjid Istiqlal, la terza moschea più grande al mondo (ospita fino a 200.000 fedeli, nel periodo del Ramadan), dopo la Mecca e Medin. Ogni dettaglio della costruzione fa riferimento ai precetti del Corano e al giorno dell’indipendenza indonesiana datata 1945.

Alloggiamo in un vivace ostello in centro la cui caratteristica è quella di non avere finestre.. Né nelle stanze (vi lasciamo immaginare l’arietta che circola..), tantomeno negli spazi comuni. D’altra parte, vanta una bella terrazza sul tetto da cui scriviamo ora, con tanto di bar, gazebo, musica, backpackers brilli e qualche timida zanzara.

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Dopo meno 24 ore trascorse dal nostro arrivo, ripartiremo domani con lo zainetto in spalla per viaggiare sulla costa settentrionale di Java e avvicinarci a una delle nostre mete di questo viaggio.

Jakarta on the go

The capital of Indoneisa is definetly not the jewel of this country. A famous travel guide defines it “a bit squallid at a first impact”. This city really gives you the impression of being only a grain of sand on this planet.

This metropolis is filled with shacks, run-down buildings and so-called warungs, i.e. street vendors where people stop by to eat food at any time of the day and night. The modern skyscrapers don’t seem to have an impact on the crazy traffic and the unbearable pollution.
Today we visited the Misjid Istiqlal, the world’s third biggest mosque after the Mecca and Medin (it fits up to 200.000 people during Ramadan). Every detail of the building is a reference either to the Quran or Indonesia’s Independence Day in 1945.
We are staying at a lively hostel whose main characteristic is the absence of windows… Not in the rooms neither in the common areas (you may imagine the smell…).

However, there’s a beautiful roof terrace with a bar, gazebo, music and other tipsy backpackers.
Less than 24 hours from our arrival, we are ready to pack our backpacks and leave tomorrow morning..

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