Capanna

A pancia in sù…
sotto le pale di un ventilatore
di memorie lontane.

Contornato da mura
che non mi appartengono,
dipingo i volti oggi scrutati:
colorati di curiosità
ladri di uno sguardo
mai catturato.

Ascolto il silenzio
impaziente di essere tale,
danzo a ritmo di lancette
che non sembrano volersi inseguire.

Poco importa
se tu sei catapecchia
o albergo stellare.
Tu sei spartito
per note dolenti,
cassaforte di certezze
senza combinazione,
frullatore di timori,
congelatore di umiltà,
corridoio di cammini che si intrecciano,
specchio di inutili pretese,
culla per innamorati spaesati,
giardino per chi le radici
a casa non lascia,
libreria di sapori senza nome,
soggiorno per visite inattese.

Sei luogo
per dare seguito ai miei sogni
in una notte come tante…
lontana da chi?
lontana da cosa?

A.M.

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