Karimunjava stacca la spina

Jump to the English version

Vi è mai capitato di trovarvi immersi nel caos di gente, di venditori di tutto e nulla, di motociclette sormontate da due tre quattro persone, di tir sovraccarichi di carichi penzolanti, su automobili che non sanno cosa sia un ammortizzatore, e di catapultarvi in quattro ore con un traghetto su un arcipelago di isole abitate da poche migliaia di persone?

Dopo aver lasciato Yogyakarta, abbiamo deciso di staccare la spina dall’isola più popolata del mondo, l’isola di Java, e ritirarci su un gruzzolezzo di isolette immerse nell’oceano Indiano che di giorno fa a meno dell’elettricità e di notte si lascia andare al fruscio di venti lontani e poco esplorati. L’incontro con la gente locale è stato al quanto surreale poichè la stramaggioranza di loro non avrà mai solcato il mare che li circonda mentre noi sembravamo due assetati d’informazioni, per calarci nella loro realtà nel modo migliore. Dopo aver cercato invano di stabilire qualche rapporto a corrispondenza biunivoca con qualche locale, abbiamo incontrato un punto d’informazione turistico “Seasky” dipinto d’arancione su cui emergevano messaggi scritti dai viaggiatori che sono passati di là. Sulla scrivania John aveva lasciato un biglietto: “magari sono a giocare a scacchi”. Dopo una dolce attesa, il simpatico e creativo John che parla perfettamente inglese diviene il mediatore e amico ideale per tufffarci in un avventura paradisiaca le cui foto parlano da sè…

   
    
  

In assenza di torta, Giulia ha spento la sua candelina su un’anguria…
 

Take a break in Karimunjava

Have you never been immersed in the chaos of people, street vendors, overcrowded motorbike, overfilled trucks, cars than seem to have forgotten the damper, and then jump on a ferry and reach an archipelago of islands populated only by a few thousands of people?

After leaving Yogyakarta, we decided to take a break from the most populated island of the world (Java) and retreat in Karimunjava, in the middle of the Indian Ocean, where there is no (need) of electricity during the day and the only music you hear at night is the wind and the ocean. Meeting the locals has been a surreal experience, the two of us wanted to gather as much information as possible on the island, but they were not as interested to communicate with us. We finally ran into an original touristic information point “Seasky” painted in orange and decorated with messages left from previous tourists. The sign on the table said “I may be out playing chess”, so we waited. After a while, John appeared and became our friend and mediator for everything we needed. His funny and creative flair convinced us to rely on him for an idyllic adventure. The pics speak for themselves.

   
    
  

With no cakes to be found on the island, Giulia blew her candle off a watermelon…
 

Un pensiero riguardo “Karimunjava stacca la spina

Lascia un commento