PanEuropa

Europa,
ascolto i vocii
che parlano di te
mentre solco mari lontanti,
non molto tempo fa
colorati di tulipani arancioni,
di colonizzatori di capitale
che ancora tuttora
verso Sud strizzano l’occhio.

Europa,
da quando le Americhe hai varcato
il Mediterraneo hai dimenticato
e ad esso le spalle hai voltato.

Come un boomerang affilato
la storia ti riversa massa di gente
senza nome
senza futuro.
Io che risposte non ho
so che da te tornerò,
sento di dirti però…

Ora navigo tra terre
la cui diversità è una relatà
di religioni e credenze che
lo stesso pane masticano
dalla stessa sorgente bevono,
mentre il mio cuore trepidante
è in pena per te,
senza bussola,
stanca e anziana.

La tua saggezza sembra perduta
nella promiscuità di chi
pacificamente t’invade.

È ora di fare i conti
col tuo passato
che ancora non è passato,
è ora di liberare il Mediterraneo
di false alleanze,
è ora di mediare…

Continente vecchio,
fatti saggio,
fai spazio alle tue giovani forze,
fai del sapere delle tua gente
un pannello solare,
produttore di un nuovo patto sociale
con chi tetto non ha.
Diventa una sola voce
che parla più lingue,
sii padrone accogliente,
fai delle tue regole di casa
occasione di confronto,
di crescita e chiarezza.

Non sentirti sola,
tanta gente ti osserva
con occhio curioso,
ti basta solo sapere
che sei PanEuropa,
ponte per saperi perduti,
occasione di incontri senza speranza,
crocevia di navigatori, culture e storia,
salotto per filosofie inespresse,
rampa di lancio
per viaggiatori aperti al confronto,
manoscritto di una storia
facile da dimenticare,
detentore di ricchezza,
fautore di civiltà…

Non leccarti le tue ferite,
il cammino è lungo,
non ti resta che percorrerlo,
ma a tuo modo.

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