Cornuto e felice

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Nelle ultime due settimane siamo passati attraverso scenari di vita molto diversi tra di loro. Dall’isola di Flores, insieme a una spensierata coppia di canadesi dell’orgoglioso Quebec e uno spagnolo 100% fatto nei Paesi Baschi, abbiamo preso un traghetto che ci ha trasportato in 28 ore di viaggio in mare aperto fino all’intrigante isola di Sulawesi.
Insieme abbiamo deciso di visitare la zona meridionale dell’isola in cui vivono in 3 gruppi etnici: i makassaresi, i bugis e i toraja. Nel  passato i makassaresi e i bugis si sono contaddistini per la loro arte mercantile (di cui oggi è rimasto solo l’imponente porto commerciale di Makassar) e gli attacchi pirata alle isole limitrofe,  la cui indole è rimasta nello spirito un po’ turbolento delle persone locali. Dall’altro canto il popolo toraja ancora tuttora conserva una struttura sociale del tutto peculiare che risale a migliaia di anni fa. Se chiederai a una toraja dov’è il “tomate” non aspettarti che ti portino da un fruttivendolo che vende pomodori (in inglese “tomato” ndr) ma bensì a un funerale (Giulia ci stava cascando).

Ebbeni si, queste popolo nonostante abbia risentito della colonizzazione olandese convertendosi al cristianesimo (sono protestanti ndr), riesce a scandire il ritmo della loro vita attorno ai riti funebri dei loro defunti seguendo pratiche animiste cruenti. Per pudore, abbiamo deciso di non pubblicare foto delle cerimonie funebri di questo popolo, le cui gesta rimangono però degne di nota se viste nel loro contesto sociale e culturale.  Ogni rito funebre della persona defunta prevede il sacrificio di almeno un bufalo davanti alla bara allestita in un soppalco di legno il cui tetto sembra raffiguare una barca.

 

la bara del defunto
  
Tipica casa Toraja
 

Maggiore è il numero dei bufali sacrificati, maggiore è il prestigio sociale della famiglia (abbiamo sentito di mattanze fino a 50 bufali!).
Davanti alle case toraja, il cui tetto segue lo stesso stile architettonico a forma di barca, si appendono le corna dei bufali sacrificati per mostrare il prestigio della famiglia. Basta immaginare la gara che si fa a mostrare quante più corna si ha!

 

Le corna (non di Antonio..)
  
Bambini che giocano con le corna dei bufali dopo la cerimonia
 

Scherzi a parte, il valore di un bufalo va dai 1.000$ ai 10.000$ e per la gente di questo posto diventa più un sacrificio economico che funebre far fronte a queste spese.

bufalo albino, tra i più valutati

Durante la cerimonia funebre a cui abbiamo assistito, sono stati sacrificati 10 bufali e la famiglia ha dovuto attendere due anni prima di poter celebrale il funerale della loro cara defunta. I bufali sono stati uccisi con un machete da esperti matadores nel mezzo di un apposito piazzale circondato da tribune provvisorie in legno dove i famigliare e i visitatori hanno assistito alla cerimonia. Il tutto si è svolto molto velocemente sotto i nostri occhi increduli e l’impassibilià dei famigliari.
La carne ricavata rimane in parte alla famiglia e in parte viene distribuita alla comunità. Secondo il popolo toraja, ogni persona nasce con un credito verso la nuova generazione: la carne offerta alla comunità è l’energia che ha permesso loro di essere messi in vita e che dovrà essere ripagata con il sacrificio di altri bufali e così via. Visto da un’altra prospettiva, ogni persona nasce con un debito poiché dovrà lavorare duro per pagare e onorare al meglio il funerale dei loro cari.

Le cerimonie funebri vengono celebrate con gioia e serenità da parte delle famiglie, oltre alla giornata dedicata alla mattanza dei bufali, le diverse funebri si protraggono per vari giorni e sono molto diverse fra di loro. Nel nostro caso, il giorno dopo la mattanza la famiglia si è riunita nuovamente per una breve messa e per seppellire la bara in un cunicolo scavato da gente specializzata nelle rocce, in modo da evitare atti di scialaggio (i toraja seppelliscono i morti con oggetti di valore e gioielli).

 

 
 
Tombe incastrate nella roccia
 

I giorni seguenti li abbiamo passati a goderci la spiaggia di Pantai Bira…

“A summer on a solitary beach”


Horny Toraja

In the past few weeks we’ve enjoyed many different sceneries, so different from another! We left Flores island with a lovely and proud Quebecois couple and a Spanish guy from Basque country. After sailing for 28 hours the Indian Ocean on a ferry, we arrived in the intriguing island of Sulawesi. We decided to explore the South of the island, where three distinct ethnic groups live in: the Makassarese, the Bugis and Toraja. In the past, the Makassarese and Bugis were known for their trading skills and pirate attacks to nearby islands. On the other hand, the Toraja population still uses a very old complex social structure. If you ask a Toraja for a “tomate”, don’t expect him to show you the closest vegetable seller, as he will take you to the closest funeral. Although the religious beliefs are influenced by the Dutch colonization (they are protestants), everything rotates around the funeral ceremonies with cruel animist customs. We decided not to show the images of these celebration, although they are impressive if you think the context they are in.
For every funeral ceremony, at least one buffalo is sacrificed in front of the coffin of the dead person, placed on a structure in the shape of a boat. 

 

the coffin
  
Typical Torajan house
 

The higher the amount of buffaloes slaughtered, higher is the prestige of the family (we heard of certain funeral in which 50 buffaloes have been slaughtered!!!).
The horns of the sacrificed buffaloes are then hung in front of the traditional Toraja house (also in the same boat shape), for everyone to see the wealth of the family.

 

54 horns hanging on a Torajan house
  
Children playing with buffalo horns after the funaral ceremony
 

A buffalo can cost from 1.000$ up to 10.000$, for a normal family this can become a real financial burden.

An albino buffalo, one of the most expensive species

For the funeral where we’ve been to, 10 buffaloes have been sacrificed, and the family had to wait two years to gather the necessary sum for celebrating the funeral. The buffaloes were slaughteres in front of our eyes by local people who handled the machete as if it was butter knife. We looked at the scene speechless, the family unperturbed.

The meat is then divided, part of it goes to the owner and the rest to the community. According to the Toraja, a child is born with a credit (or a debit, depending on the point of view), as they meat their family eats comes from the sacrifice of someone else, and so they will return the favour with further sacrifice and so on..

The funerals are celebrated with a joyful spirit and the different ceremonies can last for many days. In our case, the day after the slaughtering, the family gathered again to bury the coffin in a grave, which is mosly carved in mountains or huge rocks, in order to avoid thefts (it’s well known that the families bury gold and precious objects in the grave).

 

 
 
Tombs in the rocks
 

We enjoyed the last days in Sulawesi on the wonderful beach of Pantai Bira…

“A summer on a solitary beach”

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