Poco prima di lasciare l’Indonesia, mentre eravamo nel Kalimantan, abbiamo assistito a una cerimonia del popolo tradizionale Dayak, tenuta nella giungla. I ragazzi del WWF ci avevano detto che la cerimonia trattava il sacrificio di un bufalo per scongiurare gli spiriti maligni ad abbandonare il villaggio.
Al nostro arrivo in macchina c’era tutto il villaggio ad aspettarci. Il capo cerimonia e un gruppo di ballerini che hanno inaugurato la nostra visita con una danza stile “capoiera” a ritmo di jambé.
Tra l’aria estremamente umida, le baracche, banchi clandestini di gioco d’azzardo e un campo di lotta di galli, i cerimonieri ci hanno fatto strada verso il padiglione centrale dove avevano allestito un piccolo banchetto e tanto di orchestrina per mettere in scena i loro balli popolari. Antonio si è sentito subito come in una festa del suo paese e non si è tirato indietro, vedere per credere!
Dopo due ore di comizio su un palco allestito sul recinto del bufalo si sono aperti gli altarini, con tanto di riti propiziatori capeggiati da quattro graziose vecchiette, ossia i capi spirituali del villaggio. E così il fulcro della cerimonia ha inizio. Dopo aver attaccato il bufalo con una corda lunga 20 metri a un palo al centro di un campo, a nostra insaputa, il pubblico che fa da contorno comincia a stuzzicare con delle lance il bufalo e a provocargli delle ferite evidenti. Il bufalo morirà atrocemente dopo mezz’ora di strazio e di derisione della gente che lo ha preso a sassate e legnate.
Sotto i nostri occhi increduli e sofferenti la cerimonia si è trasformata in un vero rito animista (i Dayak sono protestanti) in cui la gente per purificarsi si spalmava il sangue del bufalo sulle mani e sul volto, mentre alle loro spalle le nuvole di fumo degli incendi provocati dalle multinazionali faceva da scenario a una realtà difficile da affrontare e dura da accettare.
Before leaving Indonesia, while we were in Kalimantan, we took part to a ceremony of the Dayak tribe who lives in the jungle. We were told by the guys at WWF that in this ceremony the tribe would sacrifice a buffalo to keep away the bad spirits from the village.
When we got there, everyone was waiting for us. The master of ceremony started the ceremony while dancers were performing a sort of capoeira dance for us.

We made our way to the main area where we were served local food, through the thick humid air, several gambling stations and an area for the cock fights. Soon afterward the orchestra started playing, Antonio didn’t refuse the invitation and joined the dancing…. See it for yourself!


After two hours of speeches, held on a temporary construction build on top of the buffalo, the ceremony started. Four old ladies, the spiritual leaders of the village, took over the rituals, and then the cage that kept the buffalo was unlocked. The buffalo was tied by a 20m long rope to a pole in the middle of the field. We were shocked to see how everyone started teasing the buffalo not only by throwing stones at it, but actually injuring him with sharp knives. This horrifying spectacle ended half an hour later, when the buffalo finally died.




Under our startled look, the people then rubbed the buffalo’s blood on their bodies, thinking that this would keep the bad spirits away. During the whole duration of this animist ceremony, the haze of the forest burning took over the blue sky, making their reality hard to face and accept.
