Il parco nazionale di Komodo è tra le 7 nuove meraviglie del mondo è patrimonio dell’UNESCO, l’attrazione turistica per eccellenza in Indonesia. Da Labuan Bajo partono giornalmente imbarcazioni che portano i turisti a fare una crociera di uno o più giorni all’interno del parco nazionale.
Qualche giorno fa il nostro amico Petr di green-books.org ci ha introdotto Nina, una signora olandese che ha fondato con molto coraggio ed entusiasmo Eco Flores, un’associazione no-profit che promuove l’economia e il turismo sostenibile qui a Flores, un isola relativamente inesplorata che promette bene per i grandi investitori, i cui abitanti sono letteralmente invitati a raccogliere le briciole degli introiti derivanti dai turisti. Tra le tante attività, questa associazione ha implementato Flores Homestay Network, una rete che permette ai turisti di soggiornare in villaggi “fuori mano” rispetto alla tratta comune dettata dal turismo di massa, ospitati da famiglie del luogo. Abbiamo dunque optato per questa soluzione per visitare il parco di Komodo.
Dopo 4 ore di navigazione su una barchetta di legno, siamo arrivati nel villaggio di Komodo (1750 abitanti), adiacente al parco nazionale. Le case del villaggio che si affacciano sul mare sono ricoperte di tetti di lamiera e rialzate di 2 metri rispetto al terreno (abbiamo scoperto in seguito il motivo: per evitare gli attachhi dei varani). Nel raggiungere la casa che ci avrebbe ospitato, ci siamo accorti subito della semplicità della vita del villaggio ma soprattutto di ritrovarci a camminare sui rifiuti degli abitanti stessi, in mezzo al pascolare libero di capre e galline.
Nonostante la calda accoglienza che ci ha riservato la famiglia ospitante, dopo qualche ora l’amarezza era tale da cambiare i nostri piani: saremmo partiti il giorno successivo dopo la visita al parco nazionale, invece di trascorrere quattro giorni, come inizialmente programmato. La sera stessa abbiamo comunicato la nostra scelta ai ragazzi del luogo, che (purtroppo) hanno capito subito la nostra scelta. Ci hanno detto che nel loro piccolo hanno cercato di migliorare la situazione, parlando con i loro concittadini, trovandosi però davanti un muro. Successivamente abbiamo appreso che anche Eco Flores e altre NGO hanno provato a intervenire, con scarso successo. Il motivo principale è la mancanza di spirito di cooperazione tra gli abitanti.
La mattina seguente ci siamo svegliati di buon’ora per una visita guidata al parco nazionale alla ricerca del famoso varano di Komodo. Sull’isola vivono circa 2.000 esemplari, noi ne abbiamo avvistati una decina.. Sapendo che sono carnivori e cannibali, fotografarli da vicino è stato un po’ spaventoso, nonostante avessero chiaramente lo stomaco pieno 😉
Al nostro ritorno al villaggio, i ragazzi ci hanno invitato a visitare la scuola del villaggio per parlare sia con il preside che con gli alunni. Si sa che un punto di vista esterno può lasciare più facilmente il segno. Dopo un’intensa conversazione con il preside, abbiamo introdotto il progetto green-books.org e esortato a fare richiesta per ottenere gratuitamente i libri sull’ecologia per i bambini. Alla fine abbiamo incontrato i bambini dell’ultimo anno delle elementari, spiegando il senso della differenzazione e l’importanza di ridurre-riusare-riciclare i rifiuti.
The Komodo National Park is one of the 7 new world wonders and UNESCO heritage, it’s one of the top tourist attractions here in Indonesia. There are many one or more day cruises that leave from Labuan Bajo every day.
A couple of days ago our friend Petr from green-books.org introduced us to Nina, a Dutch lady who founded Eco Flores, a NGO that supports sustainable economic and touristic development in this rather unexplored island, that is attracting investors from outside leaving very little for the locals. Eco Flores has created a network called Flores Homestay Network, which links tourists to traditional villages that are out of the beaten track, hosted by local families. We opted for this solution for our trip to Komodo.
4 hours of navigation after, we arrived in the village of Komodo (population: 1.750), right next to the national park. The houses are directly on the ocean and raised 2m from the ground (we later understood why: it’s to prevent the attacks from the Komodo dragons). Walking to the house that would host us, we noticed the simple life of the village, but also the amount of waste we were walking on, right next to chickens and goats.
Although the family welcomed us warmly, after a couple of hours we felt so disappointed that decided to leave the following day, after our visit to the national park, and not four days after, as initially planned. That night we informed the boys of the village whom we had met on the boat, and they (surprisingly) understood our reasons.They told us that they did actually try to change the situation by talking with the people, but no one listened. We later found out tht even Eco Flores and other NGOs tried to intervene, with little success. Apparently the main reason is the little cooperation between the inhabitants of this small village.
The next morning, we woke up early to visit the national park and try to find the famous Komodo dragons. There are approx. 2.000 drgons living in the park, we saw 10 of them. Even if it was clear that they had already eaten, it was a bit scary to get close to them, knowing that they are not only carnivores but also cannibals.
When we got back to the village, our new friends invited us to visit the elementary school and talk with the headmaster as well as the students. Maybe a different point of view can make a difference.. After an instense conversation with the headmaster, we introduced him the project of green-books.org and encouranged him to apply for an eco-library. We later met the students and explained how to differentiate the waste and the importance of reducing-reusing-recycling.








Che tristezza.. 😦
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